Il direttore della Central Intelligence Agency (CIA) statunitense, John Ratcliffe, si è recato martedì (25 agosto) a Mosca per incontrare alcuni funzionari russi, secondo quanto riferito da diverse testate giornalistiche statunitensi sulla base di fonti anonime e di funzionari a conoscenza della visita.
La notizia del viaggio è stata diffusa inizialmente da CBS News e successivamente confermata da Axios, CNN e altre testate. Ratcliffe, che in precedenza ha ricoperto l’incarico di Director of National Intelligence durante la presidenza di Donald Trump e che ora dirige la CIA, è arrivato nella capitale russa per colloqui che, secondo le fonti, si sarebbero svolti con esponenti del governo russo.
Non sono stati resi noti né gli interlocutori specifici incontrati né l’ordine del giorno dei colloqui. La CIA ha rifiutato di commentare, mentre il Cremlino ha inizialmente dichiarato di non avere informazioni sull’arrivo dell’aereo collegato alla visita.
Si tratta del primo viaggio noto di Ratcliffe in Russia nel suo attuale incarico e della visita di più alto livello compiuta da un esponente dell’amministrazione Trump nel Paese da quando gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato il presidente Vladimir Putin a gennaio. La visita avviene mentre gli sforzi mediati dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra russa in Ucraina rimangono sostanzialmente bloccati.
Un volo non proprio discreto
La notizia della visita è emersa dopo che un Boeing C-17 Globemaster III dell’Aeronautica militare statunitense (numero di coda 07-7181, nominativo RCH4555/REACH 4555) è atterrato all’aeroporto moscovita di Vnukovo intorno alle 10:00-10:04 ora locale del 25 agosto.
I dati di tracciamento di Flightradar24 e le informazioni diffuse da Reuters e da altre testate hanno mostrato che l’aereo aveva effettuato un volo diretto da Riga, in Lettonia. Il velivolo era arrivato a Riga il 23 agosto, dopo essere partito dalla Joint Base Andrews, nel Maryland, nei pressi di Washington, D.C., una base comunemente utilizzata per gli spostamenti di alto livello del governo statunitense.
Filmati diffusi sui social media hanno mostrato il C-17 durante l’avvicinamento all’aeroporto, mentre successivamente è stato segnalato a Mosca anche un corteo diplomatico statunitense. Fonti hanno confermato che Ratcliffe ha viaggiato da Riga a Mosca a bordo del C-17, dopo aver raggiunto in precedenza la Lettonia dagli Stati Uniti su un aereo governativo americano.
Agli ucraini è stato chiesto di sospendere gli attacchi
Prima del viaggio, gli Stati Uniti hanno informato l’Ucraina che un alto funzionario americano si sarebbe recato in Russia e hanno chiesto a Kyiv di sospendere gli attacchi con droni e missili contro Mosca e altre città della Russia settentrionale – comprese, secondo alcune ricostruzioni, Mosca e San Pietroburgo – nel periodo compreso tra lunedì e mercoledì.
Una fonte a conoscenza della questione ha riferito a CNN e al Kyiv Independent che la richiesta è stata avanzata per proteggere la visita. L’Ucraina dovrebbe ricevere successivamente un resoconto sui colloqui.
Il contenuto degli incontri di Ratcliffe rimane riservato. Tra le possibili ragioni indicate dagli osservatori figurano lo stallo dei negoziati di pace sull’Ucraina, i contatti ancora in corso tra i servizi di intelligence – tra cui il capo dei servizi segreti esteri russi SVR, Sergej Naryškin – o le questioni relative ai detenuti o temi strategici più ampi, in un momento caratterizzato anche dalle contemporanee tensioni legate all’Iran.
La rara visita di alto livello da parte di un esponente dell’intelligence statunitense sottolinea la persistente attività diplomatica riservata e i contatti attraverso canali informali tra i due Paesi, nonostante la guerra ancora in corso in Ucraina.
Rispetto a Jared Kushner o Steve Witkoff, inoltre, John Ratcliffe porta con sé un profilo più tradizionale all’interno dell’apparato governativo e della sicurezza nazionale. Ha esperienza come procuratore, ha esercitato direttamente la supervisione parlamentare sulle questioni di intelligence e ha guidato in precedenza l’Intelligence Community statunitense, composta da 18 agenzie.
I suoi sostenitori gli attribuiscono un orientamento volto a spostare le priorità dell’intelligence verso la Cina, ad ampliare alcune attività di raccolta di informazioni e a gestire la CIA durante operazioni caratterizzate da un ritmo particolarmente intenso.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

